Un giorno tra non
molto, le nostre agende e i nostri fogli di appunti
saranno solo un bel ricordo.
Al loro posto, nelle nostre case e nei nostri
uffici, troveremo nuovi strumenti e nuove interfacce
con cui gestire un tempo di cui, si spera, saremo
sempre più padroni.
Con il telecomando (o magari, voce-comando) useremo
il nostro televisore, ammesso che si chiami ancora
così, per fissare un appuntamento, parlare
con il nostro consulente, salutare la zia Nina
(che, al solito ci parlerà dei suoi malanni
commentando le radiografie sullo schermo) e controllare
che la casa al mare sia a posto.
Il nostro terminale di comunicazione personale
(volgarmente telefonino) ci permetterà
di condividere una videoconferenza con i nostri
amici mentre riceviamo un fax da Londra, il tutto
senza dimenticare di inviare, da casa, il filmato
delle nostre vacanze alla coppia conosciuta in
aeroporto.
Forse la cosa comincerà a farsi esagerata
quando il frigorifero ci consiglierà cosa
mangiare, ma non poniamo limiti alla nostra capacità
di immaginare il domani e di inseguire i nostri
sogni.
Solo una cosa appare certa: siamo già al
lavoro per costruire quel giorno.
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